Parere elaborato dall’ISS sull'ozonoterapia

Per autoemoterapia con ozono si intende una procedura tramite la quale uno specifico volume di sangue è raccolto da una vena periferica, messo poi a contatto con l’ossigeno-ozono per qualche minuto (a seconda del dispositivo utilizzato) e reinfuso tramite la stessa via. Il volume di sangue prelevato per l’ozonizzazione deve essere variabile e in relazione con la massa corporea del paziente e la fase della sua malattia. Le Norme Internazionali (Klein, Anstee, 2014) in termini di massima quantità di sangue da prelevare e ozonizzare, riducendo al minimo il rischio di sincope o di altre complicanze ipovolemiche, è il 13% della volemia totale. Questa quantità dovrebbe essere corretta tenendo altresì conto del livello di emoglobina e dello stato cardiovascolare del paziente.

Riguardo alle evidenze per l’utilizzo dell’autoemoterapia in pazienti COVID-19 su 366 studi in corso a livello mondiale per il Sars-CoV2, COVID-19 e 2019-nCoV, non vi sono studi con autoemoterapia con Ozono, si evidenzia come l’efficacia dell’ozono terapia in pazienti affetti da COVID-19 debba ancora essere stabilita.

Inoltre, riguardo all’autoemoterapia con ozono, il capitolo delle controindicazioni diventa importante quando si esegue una terapia sistemica e in particolare in casi specifici in cui il beneficio dell’ozono terapia deve essere valutato rispetto al rischio derivante dalle condizioni cliniche del paziente.

In particolare alcune situazioni ne precludono o ne limitano l’uso:

Controindicazioni assolute: Favismo: carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (favismo, anemia emolitica acuta).

In gravidanza, soltanto per malattie gravi per la madre, laddove altri approcci abbiano fallito o non siano disponibili.

Controindicazioni relative / casi particolari:

• Diabete scompensato
• Infarto miocardico acuto recente
• Ipertiroidismo tossico non compensato - Basedow Graves status
• Trombocitopenia al di sotto di 50.000
• Grave instabilità cardiovascolare
• Intossicazione alcolica acuta
• Emorragia massiva e acuta

In particolare, Pazienti con significativo deficit di G-6PD anche detto favismo, una patologia emolitica osservata in alcune persone che presentano un deficit di questo enzima. Infatti, tale enzima è fondamentale per fornire un’adeguata attività riducente in grado di contrastare l’eccessiva ossidazione e l’intensa emolisi.

Esperimenti in vitro hanno mostrato emolisi con concentrazione di ozono maggiori di 30 mcg / mL.

Tuttavia il meccanismo di emolisi dovuto all'esposizione all'ozono rimane da chiarire.

I dati presenti in letteratura ad oggi non consentono di valutare un rapporto rischio beneficio sull’uso dell’autoemoterapia con ozono in pazienti affetti da G6PD.

Tuttavia, come da Consensus conferences e alcune linee guida di esperti nell’ozonoterapia se ne sconsiglia la somministrazione sistemica in pazienti affetti da G6PD (link collegati di seguito).

https://isco3.org/wp-content/uploads/2015/09/EBOO-italiano.pdf

https://isco3.org/officialdocs/#1

http://www.ozontherapie-aerzte.ch/OZONTHERAPIE_files/Linee-guida%20SIOOT_26_02_2018.pdf

Linee guida e buone pratiche in ossigeno-ozono terapia

Nel frattempo, sentito la cogente necessità e in accordo con il disposto giuridico, ha riunito il Comitato scien-tifico per rispondere ai quesiti relativi all’efficacia, alle applicazioni cliniche e ai rischi dell’ossigeno ozono

www.ozontherapie-aerzte.ch