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Dott. Ernest Beutler
(30 Settembre 1928 - 5 Ottobre 2008)

Il Dott. Ernest Beutler, il primo ad identificare il Deficit di G6PD nel 1953, un gigante tra gli scienziati e nel contempo persona generosa e gentile, senza il cui sostegno non avremmo potuto creare questo sito nel 1996, ci ha lasciati il 5 ottobre scorso.
Per leggere i necrologi: The Los Angeles Times e The New York Times. Una dettagliata biografia si trova su Wikipedia. Per leggere alcuni dei suoi articoli consultate la nostra lista di Articoli fondamentali.
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MALASANITA' - AIF
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Storie di malasanità
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Questa sezione non vuole sostituirsi ai giornali o alle trasmissioni televisive, né vuole "denunciare" comportamenti o azioni.
Abbiamo avuto il permesso di pubblicizzare i fatti, ma ci asterremo dal pubblicare i nomi dei protagonisti o degli ospedali coinvolti, a meno che questo non ci venga espressamente richiesto.
Decliniamo inoltre ogni responsabilità su quanto raccontato, in quanto ci limiteremo a riportare, senza alcun commento da parte nostra, quanto ci viene raccontato dai nostri associati o dagli iscritti alla Mailing List.
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Queste esperienze ci sembrano meritare spazio e hanno purtroppo come protagonisti i fabici.
Quanto segue è avvenuto in un ospedale siciliano.
Il nostro associato è fabico, e nella sua famiglia si erano sempre tutti astenuti dall'uso di sostanze che potessero essergli dannose.Alcuni giorni or sono al padre furono regalate delle FAVE.
Avendole sempre assunte senza riportare conseguenze, le ha mangiate:
"Qualche ora dopo si avvertirono i primi sintomi. Malessere generale, brividi, leggera febbre. Stranamente non riusciva a fare pipì correttamente anche se non aveva mai sofferto di prostata. Nessuno di noi pensava fosse l'avvio di una crisi emolitica, si pensava ad un colpo di freddo. La notte di venerdì si verifica un blocco urinario.
Portato subito in ospedale il dottore del pronto soccorso si accorge del leggero ittero di mio padre di cui noi figli nella notte non ci eravamo accorti. Fa subito il test del G6PD, che risulta positivo. Si conferma la diagnosi che aveva supposto: crisi emolitica dovuta a Favismo. Viene ricoverato nel reparto di medicina generale.
Mio padre peggiorava ora per ora urinando sempre scuro e ingiallendo sempre più. Nessuna terapia viene applicata, anzi, chiedendo ad un infermiere che gentilmente ci informa, sappiamo che gli viene somministrata l'aspirinetta essendo soggetto cardiopatico. Subito avvertito il dottore cancella la somministrazione ma già due erano state date. Nonostante le rassicurazioni dei medici mio padre rimane in corsia senza aver fatto nessuna terapia ed in piena crisi emolitica acuta per oltre 60 ore. Muore alle 13.05 di lunedì per collasso cardio circolatorio. Aveva 71 anni."
Denuncia è stata sporta dalla famiglia e la magistratura sta indagando, dopo aver sequestrato le cartelle cliniche, nominato due esperti ed aver inviato due avvisi di garanzia ad altrettanti medici dell'ospedale.
Il fatto è stato riportato solo brevemente in un articolo delle "cronache" nel giornale della città in cui è avvenuto il decesso. Nulla è apparso sulla stampa nazionale.
Non appena avremo il permesso della famiglia provvederemo a mettere on-line il testo di questo articolo, e i vari dettagli (nomi, luoghi).
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Ancora sento che si muore di favismo, me lo avevano detto più di 40 anni fa quando mi spiegarono perchè non avevo un padre. Lui morì a 41 anni in Germania dove si sottopose ad intervento per un ulcera allo stomaco, e... non si svegliò più dall'anestesia. Noi figli siamo sempre stati attenti (e terrorizzati) a non mangiare fave e non andare in campagna in primavera. Per motivi di lavoro siamo emigrati a milano, ho 2 figlie fabiche, non hanno mai avuto crisi, ho sempre avuto difficoltà a curarle, il nostro medico molto spesso non fidandosi mi fà telefonare al medico del mio paese d'origine... e nell'emergenza??!! mi vengono i brividi a pensarci!
speriamo cambi presto.
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Che cosa si puo' dire davanti a tale assurdita? Purtroppo non e' un caso insolito: io, sarda e sposata in Inghilterra, sono arrivata quasi all'ultimo respiro prima che mi facessero la trasfusione che mi ha salvato in extremis (dopo SEI giorni...). Si potrebbe dire che i medici inglesi non vedono tale sindrome frequentemente, ma nulla li salva dall'accusa di incompetenza quando sia io che la mia famiglia non abbiamo fatto che ripetere le informazioni necessarie, e distribuire copie e copie dell'opuscolo tolto dall'internet.
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